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corsi per smettere di fumare lilt bari Smettere di fumare è ormai universalmente riconosciuto un ottimo strumento di prevenzione dei tumori polmonari e delle malattie fumo-correlate. È sufficiente abbandonare il fumo, infatti, per ridurre notevolmente il rischio di contrarre tali terribili malattie.

Nonostante questo assunto inconfutabile, si assiste ancora oggi ad un aumento del tabagismo specie tra i giovani, probabilmente perchè si tratta di un vizio "da imitazione".

La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, da sempre è impegnata nella lotta al tabagismo. Sin dal 1986, d'intesa col Ministero della Sanità e con l'Istituto Superiore di Sanità, ha introdotto in Italia i "corsi per smettere di fumare" che utilizzano un metodo psico-comportamentale, raggiungendo eccellenti risultati e contribuendo così all'evoluzione di un corretto e sano stile di vita.

Tale metodica ha permesso un 'attività di formazione alla conduzione di Gruppi di Disassuefazione dal Fumo (GDF), con 12 seminari nazionali rivolti a medici, psicologi e volontari ex fumatori.

Questi, a loro volta, hanno già realizzato nelle proprie Sezioni Provinciali ben 1.330 corsi di disassuefazione negli ultimi 10 anni, cui hanno preso parte oltre 20.000 cittadini fumatori. Ci si può dichiarare soddisfatti di tali dati, considerato che sono riferiti al lavoro di 40 Sezioni Provinciali su 103 e che, per motivi economici, non vengono condotte sul territorio massicce e cadenzate campagne di sensibilizzazione e di corretta informazione.

Dal 1991 la La Sezione Provinciale di Bari della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori è impegnata nella realizzazione di corsi per smettere di fumare.

I corsi di disassuefazione sono di gruppo: il lavorare insieme fornisce numerosi vantaggi come il sostegno reciproco, la sensazione di non essere soli nella lotta, il confronto con altri fumatori.

La metodologia utilizzata considera il fumo come un comportamento acquisito, che mantiene una sua continuità, in quanto risponde a diverse funzioni: abitudine, piacere, risposta ai bisogni psicologici, rassicurazione e dipendenza fisiologica.
» possibile aiutare a smettere il fumatore motivato, attraverso un intervento descrivibile come una terapia focale breve, tesa alla modifica di atteggiamenti e comportamenti relativi al fumo.

Pertanto si tiene conto:

delle componenti cognitivo-educative, informando i soggetti sui problemi correlati all'uso di tabacco e, soprattutto, dei benefici dello smettere;
degli aspetti clinici e fisiologici come i sintomi d'astinenza, e gli effetti della dipendenza da nicotina; degli aspetti psicologici, attraverso l'analisi delle motivazioni a smettere, favorendo una certa introspezione ed una maggiore tolleranza alla fatica;
degli aspetti comportamentali, finalizzati ad interrompere la risposta automatica e la sensazione di benessere associata alla sigaretta.
La modalità di disassuefazione è graduale poichè ha il vantaggio di diminuire i sintomi di privazione, consente di interiorizzare la motivazione allo smettere, analizzare l'abitudine e sviluppare gli strumenti di autocontrollo.

COME SONO STRUTTURATI I NOSTRI CORSI:

9 Incontri serali (dalle 18.00 alle 19.30) nell'arco di circa un mese e mezzo, insieme ad altre persone che vogliono smettere di fumare. L'esperienza dei compagni di "viaggio", l'ascolto delle motivazioni e degli sforzi degli altri, i suggerimenti del medico potranno aiutarti a fare a meno delle sigarette.

COSA CHIEDIAMO:

Al momento della partecipazione ad uno dei nostri corsi, verrà richiesto ad ogni partecipante, un contributo a sostegno delle nostre attività di lotta al tabagismo.

CHI È INTERESSATO AI CORSI PER SMETTERE DI FUMARE, PU“ TELEFONARE AL SEGUENTE NUMERO TELEFONICO 080.52.16.157

I DATI ISTAT SUL FUMO IN ITALIA

corsi per smettere di fumare lilt bariIl 25% della popolazione adulta italiana fuma e di questi 15 milioni di persone oltre la metà vorrebbe smettere.
Gli ex-fumatori sono 10 milioni.
Il "fumatore medio" ha tra i 25 e i 39 anni, è di estrazione sociale medio bassa e consuma 14 sigarette al giorno. Il numero dei fumatori adulti in Italia è pressochè stabile negli ultimi dieci anni, mentre è aumentata la percentuale di fumatori tra i 15 e i 24 anni, sia maschi che femmine: oltre un quinto dei giovanissimi ha già l'abitudine al fumo.

La Lombardia, il Veneto, il Lazio e l'Emilia-Romagna sono le quattro regioni italiane dove i giovani fumano di più. Alto anche il numero dei fumatori passivi (considerate come le persone che convivono con almeno un fumatore in famiglia): sono oltre quindici milioni, pari al 26,5% della popolazione. Di questi, oltre quattro milioni sono bambini.

Nel'99 i fumatori in Puglia erano circa 900.000, pari al 26% della popolazione di età superiore ai 14 anni. Al primo posto si colloca la provincia di Ferrara (32,8%), all'ultimo Piacenza con il 22,6%. Il numero di morti ogni anno attribuibili al fumo è di circa 4 mila 500, in gran parte per tumore polmonare o patologie cardiovascolari. Morti attribuibili al fumo nel 1990 (popolazione italiana)

MaschiFemmine
Causa di morte36/69
anni
>70
anni
36/69
anni
>70
anni
Tumore polmonare14/15
94%
9.1/10
91%
0.9/2
45%
1.2/2.3
52%
Tutti i tipi di cancro22/43
50%
14/41
35%
1.2/25
6%
1.7/34
5%
Malattie vascolari10/31
32%
9/77
12%
0.8/14
5.7%
2.5/112
2%
Malattie respiratorie2.8/4.4
63%
8.9/17
52%
0.3/1.5
94%
2.4/12
20%
Tutte le altre cause3.5/24
15%
2.6/30
9%
0.4/13
3%
0.8/45
2%
------------------------------
Tutte le altre cause38/102
15%
35/166
21%
2.7/53
5%
7.4/203
4%

Attualmente in Italia il fumo causa 75.000/80.000 morti all'anno:
- circa 39.000 per cancro.
- circa 13.000 per malattie respiratorie croniche
- 22.000 per malattie cardiovascolari

FUMO: ISTAT, COL VIZIO 23,8% ITALIANI, IN CALO DAL '93

Sempre meno sigarette accese nel nostro Paese.
Gli italiani con il vizio sono il 23,8% della popolazione nel 2001, contro il 25,4% del '93. Un calo costante negli ultimi anni, dunque, accentuato soprattutto per i fumatori, scesi dal 35,1% nel '93 al 31,2% nel 2001, in particolare nel Nord-ovest (30,1% rispetto al 34,3% nel '93).
La passione per le bionde non diminuisce, invece, fra le donne, passate dal 16,4% nel '93 al 16,9% lo scorso anno. Questa la fotografia scattata dal Rapporto 'Stili di vita e condizioni di salute nel 2001', messo a punto dall'Istat. Un dato preoccupante: fuma quasi un giovane su 5 (19,8%).
Gli uomini fumano di piu' fra i 25 e i 34 anni (38,7%), mentre le donne tra i 35 e 44 anni (25,7%). Anche fra i giovani, diminuiscono i fumatori, scesi dal 26,4% del 2000 al 24,8%, mentre rimangono stabili le fumatrici (15,9% nel 2000, 14,7% nel 2001).
In media, si fuma di piu' nelle grandi citta' (26,6%), e i piu' accaniti sono gli uomini, con 16,5 sigarette al giorno contro le 14,7 aspirate in media.

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